martedì 11 luglio 2017

RECENSIONE: TRE PICCOLI FIORI DI VELLUTO VIOLA di Emiliano Di Meo

TITOLO: Tre Piccoli Fiori Di Velluto Viola


AUTORE: Emiliano Di Meo


PUBBLICAZIONE: 19 marzo 2017 Emiliano Di Meo


GENERE: M/M Contemporaneo 



Ci sono storie che alcuni vorrebbero impedirti di raccontare. Ti fissano portandosi l'indice davanti al naso per suggerirti di tacere. Tacere ti permette di illuderti che alcune cose non siano successe. Ci sono storie che alcuni non vogliono sentirsi raccontare, preferirebbero chiuderle in un cassetto e dimenticare. Io quel cassetto ho scelto di aprirlo.Nota: il tipo di storia trattata potrebbe urtare la sensibilità di alcuni. 


Sono stata contenta di non aver letto trama e recensioni prima di leggere questo libro. Probabilmente se non fosse stato così non avrei provato quelle emozioni e quelle sensazioni  che mi ha trasmesso. Credo che la mia mente e il mio cuore ignorante si siano aperti più facilmente a questo racconto. Sì, perché la storia è forte, è una storia che richiedere coraggio per raccontarla. Ed Emiliano Di Meo coraggio ne ha da vendere. 

Tre le cose che mi hanno colpita, stupita ed emozionata: il fatto che uno dei protagonisti sia un travestito, la differenza d'età tra i due protagonisti e Roma.

Gennaro, imprenditore del sud, uomo maturo e di bell'aspetto, decide che quell'agosto si prenderà un bel mese di ferie e andrà a Roma, ospite del suo caro amico Massimo
Qui Gennaro vuole solo godersi la città e rilassarsi. Ciò a cui non è preparato è l'incontro con la bella Azalea, travestito e con la metà dei suoi anni. 

Azalea, ovvero Danilo, vive la sua sessualità con estrema naturalezza. Durante il giorno, al lavoro nel piccolo supermercato è Danilo, ma una volta fuori di lì è Azalea. 

Quando i loro sguardi si incrociano fuori da un locale, scatta la scintilla. Gennaro all'inizio forse è spinto dalla curiosità, ma l'attrazione che prova per Azalea è inequivocabile. Tra loro inizia un romantico corteggiamento e si troveranno ad amarsi appassionatamente, sapendo che quel mese dovrà essere vissuto al massimo, prima che Gennaro torni al suo paese e alla sua vita.

Di Gennaro mi colpito la sua personalità di uomo sicuro della sua mascolinità, la sua mente aperta e priva di pregiudizi. Certo si pone molte domande, nel suo cuore sorgono molti dubbi, ma non si lascia influenzare né dal giudizio del suo amico Massimo, né da quello che potrebbero pensare al suo piccolo paese del sud. In questa situazione, per lui nuova e inaspettata, si lascia andare, vuole esplorare, capire e seguire ancora una volta il cuore.

Azalea invece è giovane e vuole disperatamente trovare quella felicità che fino a quel momento sente di non aver trovato. Certo, ha trovato un equilibrio, ha trovato amiche che l'hanno accolta e accettata quando nemmeno la sua famiglia l'aveva fatto. Ma trovare un uomo e un amore vero? Lo ha creduto quasi impossibile. E poi arriva Gennaro, bello, galante, intrigante. 
Tra loro la differenza d'età sembra non esistere. Gennaro non prende certo la cosa alla leggera, ma non si rivela nemmeno un ostacolo. E quello che mi è piaciuto è che Azalea non vede Gennaro come un sostituto di un padre o di una figura maschile su cui appoggiarsi, come invece può capitare spesso in una situazione del genere. No, Azalea è indipendente, forte, sa camminare con le sue gambe, non ha bisogno di una guida, ha bisogno di amore e di un uomo con U maiuscola. 

Dove si pone Danilo in questo scenario? Danilo è sempre lì, con Azalea e con Gennaro. Anche lui ha la sua parte e nessuno dei due è intenzionato a escluderlo dalla loro relazione, tanto che alla fine Azalea e Danilo si fondono in un'unica creatura. 

E che atmosfera! Emiliano Di Meo, mi ha fatto vivere e respirare una Roma che solo una persona dall'animo sensibile e galante riesce a mostrarti. 
Le passeggiate solitarie di Gennaro e quelle fatte insieme ad Azalea, fanno sognare, sono romantiche e cariche di passione. 

E poi ci sono quei tre piccoli fiori dei velluto viola, che fin dall'inizio capisco che hanno un significato speciale per Gennaro. Solo che non capivo quale... fino al finale, che mi ha sorpresa.

Ho letto questo libro tutto d'un fiato e a tratti mi è sembrato di essere lì, in quella Roma estiva, e di camminare accanto a Gennaro e Azalea, e di accompagnarli in quel loro viaggio così speciale. E questo grazie alla scrittura di questo autore, che io trovo poetica. 

Libro consigliatissimo! Leggetelo con il cuore e con la mente.

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